Conservare lo spool di stampa in modalità sostitutiva non è corretto. Perchè?
L'agenzia delle Entrate dice:
Per spool (acronimo cha sta per simultaneous peripheral operations on-line) di
stampa si intende l’immagine informatica di lavori da svolgere o da trasmettere
ad un altro dispositivo immagazzinata in un buffer, un'area particolare della
memoria, o su un disco, dove rimane in attesa di essere smistata verso il
dispositivo di stampa.
Lo spool è, dunque, una rappresentazione informatica del documento da
conservare che, però, non possiede fin dall’origine i requisiti del documento
informatico rilevanti ai fini tributari, ossia non è statico e non modificabile e non
viene emesso con l’apposizione del riferimento temporale e della firma
elettronica qualificata.
In effetti è logicamente corretto, peccato che lo spool NON è la rappresentazione informatica del documento da conservare e NON è lo spool che viene conservato.
Il dilemma è relativo all'acquisizione di “copie” di documenti ANALOGICI direttamente dai sistemi informatici, utilizzando lo spool di stampa, l'esempio classico è lo storico delle registrazioni contabili, sarebbe molto più efficiente poterlo acquisire dai SI piuttosto che acquisire tramite scanner migliaia di pagine di registrazioni.
Il discorso NON si applica ai documenti in regime di conservazione sostitutiva (in particolare i libri contabili che spesso vengono acquisisti tramite spool) essendo questi dei DOCUMENTI INFORMATICI.
I sistemi di conservazione sostitutiva 'conservano' documenti (principalmente libri contabili) trasmessi come spool di stampa, lo spool viene trasformato (o meglio lo è già) in un documento di testo (txt, statico) e reso POI immodificabile con l'apposizione della firma e della marca;
ed è in questo momento che il documento 'esiste' dal punto di vista informatico/fiscale.
Il paragone con il metodo cartaceo è abbastanza lineare:
sistema contabile -> spool -> stampante -> stampa ->Libro stampato - ed è qui che il nostro libro contabile 'esiste'
per la conservazione diretta il procedimento è pressoche equivalente
sistema contabile -> spool -> sistema di conservazione -> firma digitale e marca temporale -> Libro conservato - ed è qui che il nostro libro contabile 'esiste'
Ogni libro contabile 'nasce' da un sistema contabille, se da una parte il libro esiste quando viene stampato, dall'altra esiste quando viene firmato e marcato.
Il problema quindi è 'banalmente' nell'interpretazione letterale di spool, in quel 'immagine informatica di lavori da svolgere' lo spool DEVE essere considerato come un metodo di trasmissione dei dati (il più semplice da implementare in questi casi), il documento informatico esiste poi nel momento in cui viene firmato e marcato temporalmente o, in alternativa, stampato.
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